R.O.S.A.

Romantica Ossessione Senza Armonia

25 luglio – 20 settembre 2026
Villa Rosa, Via Axel Munthe 4, Anacapri

Joseph Beuys - Photo credits: Sueddeutsche Zeitung Photo / Alamy
Joseph Beuys – Süddeutche Zeitung Photo – Peter Probst

La mostra nasce come un dialogo tra l’eredità di Joseph Beuys e le sfide del nostro presente, muovendo dal profondo legame che l’artista tedesco instaurò con Capri durante i suoi soggiorni negli anni Settanta e Ottanta. In quell’isola Beuys riconobbe un luogo simbolico, dove natura, energia e creatività sembrano convergere in una visione capace di parlare ancora al nostro tempo.

Mostra Joseph Beuys a Capri: un dialogo tra arte contemporanea e scultura sociale

La mostra R.O.S.A. trova la sua dimora naturale a Villa Rosa, hub culturale inclusivo del comune di Anacapri dove il Consorzio Sale della Terra traduce quotidianamente i principi del Welfare e del Welcome in azioni concrete. Il legame tra l’esposizione e il tema dell’inclusività non è solo ideale, ma si riflette nel dialogo stesso tra gli artisti e il territorio. L’idea di Beuys che “ogni essere umano è un artista” risuona qui come una chiamata alla partecipazione attiva e alla responsabilità collettiva.

Sotto questa luce, Villa Rosa cessa di essere un semplice spazio espositivo per farsi laboratorio vivente: un luogo in cui l’arte incontra la coesione sociale e dimostra che, se è vero che “nessuno si salva da solo”, l’inclusione è la più grande opera d’arte collettiva che possiamo edificare.

Il percorso espositivo

Le opere di Beuys diventano il punto di partenza per una riflessione sull’arte come responsabilità sociale e strumento di trasformazione collettiva. Al centro del percorso risuona l’idea beuysiana di “scultura sociale”: ogni individuo può contribuire alla trasformazione del mondo attraverso il proprio gesto, la propria visione e la propria capacità di immaginare futuro. In mostra una delle sue opere più celebri, la Capri Batterie: un limone collegato ad una lampadina gialla, metafora di un’energia naturale e spirituale capace di alimentare la luce artificiale e l’intelletto umano.

A dialogare con Beuys sono tre artisti contemporanei: Alessandro Rillo, Alessio Romenzi e Bruno Albi Marini. Le loro opere costruiscono un ponte attivo tra passato e presente, affrontando alcune delle grandi questioni del nostro tempo: il rapporto tra uomo e ambiente, i conflitti globali, la memoria, l’identità e la responsabilità dell’individuo nella società.

Alessandro Rillo presenta installazioni in pietra e materiali riciclati, nelle quali materia primordiale e scarto diventano strumenti di riflessione ecologica e sociale. Alessio Romenzi, fotoreporter di guerra pluripremiato, espone immagini dai fronti dei conflitti globali, mettendo lo spettatore davanti all’urgenza della pace e alla necessità di non restare indifferenti. Bruno Albi Marini propone una ricerca visiva e interattiva che interroga l’identità contemporanea, l’immagine di sé e il ruolo dell’individuo nella società iperconnessa.

Insieme, i tre artisti trasformano l’eredità di Beuys in una domanda aperta sul presente e sulla possibilità dell’arte di generare consapevolezza, pace e cambiamento.

Mostra realizzata in collaborazione con il Comune di Anacapri, a cura del Consorzio Sale della Terra, con il sostegno di Martino Nardone Srl. Curatori Manuela Schiano e Fabrizio Scomparin

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